Dieta mediterranea e rischio di ictus nelle donne: cosa mostra lo studio “Mediterranean Diet and the Risk of Stroke Subtypes in Women” pubblicato su WN9 – Neurology and Clinical Neuroscience
Un importante studio scientifico pubblicato nel 2026 sulla rivista peer-reviewed WN9 – Neurology and Clinical Neuroscience ha aggiunto nuove prove a favore della dieta mediterranea come strumento di prevenzione cerebrovascolare. Il lavoro, intitolato “Mediterranean Diet and the Risk of Stroke Subtypes in Women”, mostra che le donne che seguono più da vicino questo modello alimentare hanno un rischio più basso di ictus, non solo nella forma ischemica — la più frequente — ma anche in quella emorragica.
Si tratta di un risultato particolarmente rilevante perché deriva da un’osservazione di lunga durata e su un campione molto ampio, elementi che rafforzano il valore delle conclusioni.
Cos’è la dieta mediterranea secondo la ricerca
Quando gli scienziati parlano di dieta mediterranea non si riferiscono semplicemente alla cucina dei Paesi del Sud Europa, ma a un vero e proprio schema nutrizionale ricorrente. È caratterizzato da un consumo abbondante di verdure, frutta, legumi e cereali, dall’uso dell’olio d’oliva come principale fonte di grassi, da una presenza regolare di pesce, da quantità contenute di carne e latticini e da un consumo moderato di alcol.
Negli ultimi decenni questo modello alimentare è stato ripetutamente associato a una migliore salute cardiovascolare, a una minore mortalità generale e a un minor rischio di declino cognitivo. Più incerto, invece, era il suo legame con i diversi tipi di ictus, soprattutto quello emorragico. Proprio su questo punto si concentra la novità dello studio.
Lo studio: numeri grandi e osservazione lunga
La ricerca si basa sul California Teachers Study, una grande coorte di insegnanti e amministratrici scolastiche seguite nel tempo. Dopo le esclusioni necessarie per garantire dati completi e affidabili, l’analisi finale ha incluso più di 105.000 donne, con un’età media iniziale di circa 52 anni.
All’ingresso nello studio le partecipanti hanno compilato questionari alimentari dettagliati, dai quali è stato ricavato un punteggio di aderenza alla dieta mediterranea su una scala da 0 a 9. Più alto il punteggio, maggiore la vicinanza al modello mediterraneo.
Le partecipanti sono state poi seguite mediamente per oltre vent’anni. In questo periodo sono stati registrati più di quattromila ictus, distinti in ischemici ed emorragici grazie ai dati ospedalieri e ai registri sanitari. Le analisi hanno tenuto conto di numerosi fattori di rischio — tra cui fumo, indice di massa corporea, attività fisica, ipertensione, diabete, colesterolo, fibrillazione atriale e stato menopausale — per isolare il più possibile l’effetto dell’alimentazione.
I risultati principali
Il quadro emerso è coerente e progressivo: più l’alimentazione si avvicina alla dieta mediterranea, più il rischio di ictus si riduce.
Le donne con i punteggi più alti di aderenza hanno mostrato un rischio significativamente inferiore di ictus totale rispetto a quelle con i punteggi più bassi. La riduzione riguarda sia l’ictus ischemico sia quello emorragico.
Il dato sull’ictus emorragico è particolarmente interessante, perché studi precedenti spesso non erano riusciti a dimostrare un’associazione chiara, soprattutto per il numero limitato di casi disponibili. In questa analisi, invece, la dimensione del campione ha permesso di evidenziare una relazione statisticamente significativa.
È emerso inoltre un andamento “dose-risposta”: non conta solo appartenere o meno al gruppo con dieta mediterranea elevata, ma anche migliorare gradualmente le proprie abitudini alimentari sembra associarsi a un vantaggio misurabile.
Perché questo tipo di alimentazione può proteggere il cervello
I risultati sono coerenti con ciò che si conosce dei meccanismi biologici coinvolti. La dieta mediterranea influisce su molti dei fattori che danneggiano i vasi sanguigni.
È associata a una migliore regolazione della pressione arteriosa, a un profilo lipidico più favorevole, a una maggiore sensibilità all’insulina e a livelli inferiori di infiammazione cronica. Tutti elementi che incidono direttamente sul rischio di eventi cerebrovascolari.
Alcuni componenti della dieta possono contribuire in modo specifico: i polifenoli di frutta, verdura e olio d’oliva hanno effetti antiossidanti; i flavonoidi degli agrumi sono stati collegati a un minor rischio di ictus ischemico; il magnesio presente in verdure a foglia verde, legumi, cereali integrali e frutta secca è associato a protezione vascolare.
Un focus importante sulla salute femminile
Questo studio è particolarmente utile perché analizza esclusivamente una popolazione femminile. Le donne, nel corso della vita, hanno un rischio cumulativo di ictus elevato e vedono un aumento marcato del rischio dopo la menopausa. Alcuni fattori, come la fibrillazione atriale, hanno inoltre un impatto proporzionalmente maggiore nel sesso femminile.
Le analisi stratificate per stato menopausale e uso di terapia ormonale hanno mostrato che l’associazione favorevole tra dieta mediterranea e minor rischio di ictus resta stabile anche in questi sottogruppi.
I limiti da considerare
Gli autori segnalano alcuni limiti metodologici. La dieta è stata valutata tramite questionari e solo all’inizio dello studio, mentre le abitudini alimentari possono cambiare nel tempo. Inoltre, negli anni di avvio della coorte il consumo di olio d’oliva negli Stati Uniti era più basso di oggi, quindi questo elemento potrebbe essere stato sottostimato.
Come in ogni studio osservazionale, non si può escludere del tutto che parte dell’effetto osservato dipenda anche da altri comportamenti salutari associati a chi segue un’alimentazione più curata. Tuttavia dimensioni del campione, durata del follow-up e controlli statistici estesi rendono i risultati robusti.
Donne e ictus: la protezione arriva dalla dieta
Il messaggio che emerge dallo studio “Mediterranean Diet and the Risk of Stroke Subtypes in Women” è che il modello alimentare complessivo conta più del singolo alimento. Un’alimentazione ricca di vegetali, legumi, cereali e pesce, con pochi grassi saturi e con l’olio d’oliva come riferimento, si associa a un rischio più basso di ictus nelle donne, anche considerando i principali fattori di rischio clinici.
La prevenzione dell’ictus non passa soltanto dagli ambulatori e dalle terapie, ma anche dalle scelte quotidiane a tavola. Questo lavoro aggiunge un’ulteriore conferma che la qualità della dieta può influenzare in modo concreto la salute del cervello nel lungo periodo.