A partire da settembre 2027, le stazioni italiane vedranno l’arrivo di un nuovo protagonista nell’Alta Velocità: il TGV a due piani di SNCF Voyageurs. Il convoglio francese si affiancherà a Trenitalia e Italo, aprendo la strada a una nuova concorrenza nel settore e potenzialmente a benefici concreti per i viaggiatori e per l’intera economia italiana.
Il Garante Antitrust ha assegnato a SNCF diciotto slot orari sulle direttrici Torino-Roma (via Milano) e Torino-Venezia (via Milano), con validità decennale. Questo periodo di programmazione a lungo termine permetterà al nuovo operatore di organizzare al meglio il servizio, offrendo stabilità e continuità ai passeggeri.
Benefici socio-economici: tempo, costi e PIL
Uno studio del GREEN – Centro di Ricerca sulla geografia, le risorse naturali, l’energia, l’ambiente e le reti dell’Università Bocconi, ha analizzato l’impatto dell’ingresso di un terzo operatore nell’Alta Velocità italiana. I risultati sono incoraggianti: nonostante i limiti infrastrutturali e regolatori, una maggiore concorrenza potrebbe generare benefici significativi per la collettività, stimati complessivamente in circa 482 milioni di euro l’anno.
Nello specifico, SNCF Voyageurs Italia (SVI) prevede di offrire 9 collegamenti giornalieri tra Torino e Napoli e 4 tra Torino e Venezia. Questo comporterebbe:
- Riduzione dei tempi di viaggio, con un beneficio stimato di 200 milioni di euro l’anno.
- Riduzione dei costi dei biglietti medi dell’7% per tutti i passeggeri dell’AV, con un risparmio di 191 milioni di euro l’anno.
- Riduzione dei costi esterni legati all’inquinamento, stimata in 91 milioni di euro l’anno, grazie al 75% dei nuovi passeggeri che sceglieranno il treno al posto di auto e aerei.
Oltre ai vantaggi per i viaggiatori, l’ingresso di SVI potrebbe avere un impatto diretto sull’economia italiana: ricavi annui stimati di 400 milioni di euro nel quinto anno di attività potrebbero tradursi in un contributo al PIL di oltre 388 milioni, entrate fiscali per circa 166 milioni e circa 4.161 nuovi posti di lavoro.
Benefici ambientali
Il treno ad alta velocità rappresenta anche una scelta sostenibile. Secondo lo studio, l’utilizzo del TGV per sostituire auto e aerei riduce i costi ambientali rispettivamente di 18 e 26 volte rispetto agli altri mezzi di trasporto. Ciò apre la strada a politiche di assegnazione delle tracce ferroviarie che privilegino i servizi più capienti e sostenibili, aumentando ulteriormente i benefici ambientali per la collettività.
In definitiva, l’analisi evidenzia come i benefici derivanti dall’ingresso di SVI possano essere ripartiti così: 19% ambientali, 41% riduzione dei tempi di viaggio e 40% riduzione dei costi dei biglietti.
Una prospettiva europea
SNCF Voyageurs è già un attore consolidato a livello europeo, con oltre il 40% dell’Alta Velocità europea e il 22% del traffico ferroviario internazionale, con l’obiettivo di raggiungere il 30% entro il 2030. L’arrivo in Italia prevede un piano di investimenti per espandere ulteriormente l’offerta, creare nuove opportunità di lavoro e formazione e contribuire a un’Europa più connessa e sostenibile.
Con un nuovo concorrente sulle rotaie, si prevede che i viaggiatori italiani possano beneficiare di più treni, maggiore capacità e prezzi più competitivi. Allo stesso tempo, l’economia e l’ambiente potrebbero trarre effetti positivi, anche se l’entità reale di questi benefici dipenderà dall’effettiva attuazione del piano di SNCF e dall’evoluzione del mercato. L’Alta Velocità italiana potrebbe quindi entrare in una nuova fase, più veloce, verde e vantaggiosa per tutti, se le condizioni descritte si concretizzeranno.