Con i RÉGAL, le comunità locali si mobilitano contro lo spreco alimentare
Ogni anno, in Francia, milioni di tonnellate di cibo finiscono tra i rifiuti. Secondo Eurostat, nel 2022 sono stati prodotti 9,4 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari lungo tutta la filiera, dalla produzione al consumo. Di questi, circa 4 milioni di tonnellate erano alimenti ancora commestibili, ossia veri e propri sprechi di risorse preziose. Le famiglie sono i principali responsabili, generando il 42% dei rifiuti totali, seguite dall’industria agroalimentare (25%), dalla produzione primaria (12%) e dalla ristorazione (12%). Il settore della distribuzione contribuisce per il 9%. Questi numeri mostrano quanto lo spreco alimentare sia un problema diffuso e trasversale, che richiede interventi coordinati lungo tutta la catena alimentare.
La risposta legislativa: obiettivi ambiziosi e misure concrete
Per affrontare questa sfida, la Francia ha messo in campo un quadro legislativo progressivo e articolato. La legge AGEC del 10 febbraio 2020 stabilisce obiettivi chiari: ridurre del 50% lo spreco alimentare entro il 2025 nella distribuzione e nella ristorazione collettiva, e del 50% entro il 2030 negli altri settori, dalla produzione al consumo domestico.
Negli anni precedenti, altre leggi avevano già introdotto obblighi significativi. La legge Garot del 2016 proibisce la distruzione di alimenti ancora commestibili e impone ai grandi distributori di proporre donazioni a enti di solidarietà alimentare. La legge EGalim del 2018 ha introdotto il “gourmet bag” nei ristoranti e rafforzato la gestione della qualità delle donazioni, mentre ulteriori decreti e ordinanze hanno esteso questi obblighi all’industria agroalimentare, alla ristorazione collettiva e al commercio all’ingrosso.
I RÉGAL: quando l’azione locale fa la differenza
Oltre alle leggi e ai programmi nazionali, la lotta allo spreco alimentare passa anche dalle azioni sul territorio. Nascono così i RÉGAL – Réseaux d’évitement du gaspillage alimentaire, reti locali che mirano a mobilitare tutti gli attori della filiera alimentare: produttori, distributori, ristoratori, enti locali e associazioni lavorano insieme per prevenire gli sprechi.
Queste reti promuovono la condivisione di informazioni, la creazione di conoscenze collettive, lo sviluppo di progetti innovativi e la diffusione delle buone pratiche. Funzionano come vere comunità di lavoro in intelligenza collettiva, capaci di adattarsi alle specificità del territorio. Possono essere coordinate da strutture diverse: DRAAF (Direzione regionale dell’alimentazione, dell’agricoltura e delle foreste), DREAL (Direzione regionale dell’ambiente), collettività locali o associazioni di educazione ambientale e aiuto alimentare.
I RÉGAL si integrano con strumenti come i Progetti alimentari territoriali (PAT) e il Programma nazionale per l’alimentazione (PNA), permettendo di trasformare gli obiettivi nazionali in azioni concrete a livello locale. Il loro approccio dimostra che prevenire lo spreco alimentare non è solo una questione ambientale, ma anche un tema di solidarietà, economia circolare e sviluppo sostenibile.
Monitorare per capire e agire
Il monitoraggio è fondamentale per valutare l’efficacia delle politiche. La Commissione europea ha stabilito un quadro di raccolta dati obbligatorio per tutti gli Stati membri. In Francia, il primo esercizio di reportaggio, basato sui dati del 2020, è stato completato nel 2022. Le rilevazioni, realizzate tramite indagini dell’INSEE e studi nazionali, permettono di distinguere tra frazione commestibile e non commestibile dei rifiuti (come bucce, ossa o gusci).
I dati confermano quanto il problema sia significativo: nel 2022, il 43% dei rifiuti alimentari era costituito da cibo ancora commestibile. Questo sottolinea l’urgenza di azioni concrete, sia sul piano nazionale che locale.
Lo spreco alimentare tra politica, territorio e comunità
Dalla legge al territorio, dall’analisi dei dati alla cooperazione tra attori locali, la Francia mostra come sia possibile affrontare in maniera strutturata il problema dello spreco alimentare. I RÉGAL rappresentano un modello efficace di collaborazione, in cui intelligenza collettiva, innovazione e impegno civico trasformano una sfida nazionale in soluzioni concrete.
Queste reti non solo aiutano a ridurre gli sprechi, ma promuovono anche una maggiore consapevolezza sui consumi, favoriscono la solidarietà verso chi è in difficoltà e contribuiscono alla transizione ecologica. In altre parole, i RÉGAL dimostrano che combattere lo spreco alimentare significa proteggere le risorse, costruire comunità più resilienti e valorizzare il cibo come bene comune.