Scuola e libri di testo: l’Autorità Garante della Concorrenza chiude l’indagine sul settore dell’editoria scolastica
Verso un uso più efficace delle risorse digitali, in accordo con Ministero e editori
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha concluso la sua indagine sul mercato dell’editoria scolastica, settore che coinvolge ogni anno circa 8 milioni di studenti e 1 milione di insegnanti. Lo studio, condotto attraverso ampie consultazioni con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, gli editori e l’Associazione Italiana Editori (AIE), ha portato alla redazione di un rapporto di advocacy inviato alle istituzioni competenti, contenente raccomandazioni mirate per migliorare la trasparenza, la concorrenza e l’uso delle risorse digitali nel settore.
Spesa e concentrazione di mercato
Secondo i dati pubblicati dall’AGCM, le famiglie italiane spendono mediamente 580 euro per la scuola secondaria di primo grado e 1.250 euro per la secondaria di secondo grado. Il mercato dei libri nuovi vale circa 800 milioni di euro all’anno, mentre quello dell’usato si attesta sui 150 milioni. Nonostante l’aumento dei prezzi in linea con l’inflazione, il calo del potere d’acquisto rende sempre più gravosa questa spesa, mentre gli incentivi regionali risultano disomogenei.
Il mercato è altamente concentrato, con pochi grandi editori che detengono la maggior parte delle quote. Attualmente, la legge limita gli sconti sui libri scolastici al 15% del prezzo di copertina, riducendo la concorrenza e aumentando i costi per le famiglie. Tuttavia, l’Autorità riconosce la legittimità delle negoziazioni collettive tra editori e rivenditori, che possono portare a sconti più elevati e condizioni più favorevoli per i consumatori.
Risorse digitali e innovazione
Nonostante le riforme avviate nel 2012, le risorse digitali restano ancora poco utilizzate: oltre il 95% delle classi adotta un formato misto cartaceo-digitale, ma solo il 16% delle licenze digitali viene effettivamente attivato. Secondo l’AGCM, la lentezza nell’adozione è dovuta a condizioni di licenza restrittive e alla scarsa interoperabilità delle piattaforme, fattori che penalizzano sia il mercato dell’usato sia i sistemi di prestito dei libri di testo.
Durante la fase finale dell’indagine, gli editori principali hanno manifestato disponibilità a modificare le condizioni delle licenze, rendendo possibili la riattivazione a costi inferiori, la stampa dei contenuti digitali e periodi di accesso più lunghi. L’Autorità invita a rendere queste soluzioni standard nel settore e sollecita un’azione istituzionale per sostenerle.
Il Ministero dell’Istruzione ha inoltre avviato iniziative per promuovere accessibilità e interoperabilità attraverso un sistema di autenticazione unificato, mentre gli editori e l’AIE hanno mostrato disponibilità ad aumentare la trasparenza tra le diverse edizioni, anche tramite modifiche al loro codice di autoregolamentazione.
Infine, l’indagine ha evidenziato la possibilità di modularizzare i libri (ad esempio tramite QR code) per ridurre il loro peso – attualmente almeno doppio rispetto alla media europea – e consentire la sostituzione mirata di singole sezioni.
Con queste raccomandazioni, l’AGCM punta a favorire una maggiore concorrenza, innovazione e accesso alle risorse digitali, garantendo al contempo un uso più sostenibile dei libri di testo e una riduzione del peso economico per le famiglie italiane.