L’Europa contro il film plastico per le valigie

Chi viaggia spesso lo conosce bene: davanti ai banchi del check-in, accanto ai bar e ai duty free, c’è quasi sempre un punto dove far avvolgere la valigia con strati di plastica trasparente. Un gesto diventato routine, pensato per proteggere il bagaglio da urti, furti o aperture accidentali. Ma questa scena, molto comune negli aeroporti europei, ha ormai una data di scadenza.

L’Unione Europea ha infatti deciso di vietare progressivamente l’uso del film plastico monouso per l’imballaggio delle valigie. La stretta inizierà nel 2027 e, salvo cambiamenti, porterà a un divieto totale a partire dal 1° gennaio 2030.

Cosa prevede la nuova normativa europea

La decisione rientra nel nuovo regolamento europeo su imballaggi e rifiuti di imballaggio, che rafforza e aggiorna la storica Direttiva 94/62/CE. Nel testo si parla in modo esplicito di imballaggi in plastica monouso negli aeroporti, includendo anche “l’involucro retrattile per valigie e borse”.

Il calendario è graduale: fino al 31 dicembre 2027 è prevista una fase di transizione, durante la quale aeroporti e operatori potranno adattare i propri servizi. Dal 2028 l’obiettivo è arrivare a una proibizione quasi totale, in linea con quanto già avvenuto per sacchetti di plastica, posate usa e getta, cannucce e alcuni imballaggi alimentari.

È importante chiarire che le regole di sicurezza sul bagaglio non cambiano: il bagaglio a mano resta soggetto al limite dei liquidi (100 millilitri in busta trasparente, secondo il Regolamento UE 185/2010), mentre per il bagaglio da stiva non esistono divieti su liquidi o involucri esterni. Le restrizioni riguardano solo dimensioni e peso, stabiliti dalle compagnie aeree.

Perché l’UE dice stop alla plastica per le valigie

Il problema non è solo estetico. Ogni valigia avvolta genera una quantità significativa di plastica che, nella maggior parte dei casi, non viene riutilizzata né riciclata. Questi rifiuti finiscono spesso in discarica o vengono esportati come spazzatura, con un impatto ambientale rilevante.

A ciò si aggiungono difficoltà operative: il film plastico può incastrarsi nei sistemi di smistamento dei bagagli, rallentare i controlli di sicurezza e rendere più complessa la movimentazione delle valigie.

Alcuni aeroporti avevano già anticipato questa scelta. L’aeroporto di Hannover, ad esempio, ha vietato l’uso del film retrattile prima ancora che l’UE fissasse scadenze ufficiali. La decisione, come spiegato dai responsabili, è legata sia ai problemi tecnici nei nastri bagagli sia all’impatto ambientale e al cosiddetto “turismo dei rifiuti”: spazzatura prodotta da passeggeri di passaggio che deve poi essere gestita dalla città.

Come proteggere la valigia senza plastica

La fine del cellophane non significa viaggiare con il bagaglio esposto a rischi. Esistono già alternative più sostenibili e riutilizzabili:

  • Cinghie per bagagli: robuste e regolabili, rinforzano la chiusura della valigia e riducono il rischio di aperture accidentali.
  • Lucchetti TSA: consentono ai controlli di sicurezza di aprire la valigia con una chiave universale senza danneggiarla, garantendo allo stesso tempo protezione.
  • Fodere riutilizzabili: realizzate in tessuto elastico, proteggono da graffi e sporco e possono essere usate per molti anni.

Queste soluzioni offrono una protezione simile a quella del film plastico, ma senza produrre rifiuti a ogni viaggio.

Un altro tassello nella lotta alla plastica monouso

Il divieto dell’imballaggio plastico per le valigie si inserisce in una strategia più ampia dell’Unione Europea per ridurre drasticamente l’uso della plastica monouso. Dopo borse leggere, posate e cannucce, anche il trasporto aereo – tradizionalmente più lento ad adattarsi – entra a pieno titolo in questo processo.

Per i viaggiatori, il cambiamento sarà visibile nel giro di pochi anni: negli aeroporti europei scompariranno i banchi di plastificazione delle valigie. Per gli scali, significherà riorganizzare servizi e flussi di bagagli. Per l’ambiente, invece, sarà un piccolo ma concreto passo avanti verso viaggi più sostenibili e meno rifiuti inutili a ogni partenza.