Auto a GPL, l’era sta per finire: cosa cambierà entro il 2030
Il GPL è da sempre considerato un carburante economico e relativamente pulito. Chi oggi sceglie un’auto a gas punta soprattutto al risparmio sul pieno e alla possibilità di aggirare alcuni blocchi del traffico urbano. Tuttavia, il quadro regolatorio europeo e nazionale sta cambiando rapidamente: incentivi limitati, nuove regole sulle emissioni e restrizioni alla circolazione ridisegneranno il mercato delle auto GPL entro il 2030.
Dal boom dei bonus agli incentivi quasi inesistenti
Nonostante il GPL sia il carburante alternativo più diffuso in Europa, con una rete di rifornimento capillare e milioni di veicoli in circolazione, viene ormai considerato una soluzione di transizione. Le politiche nazionali privilegiano elettrico, ibrido plug-in e motorizzazioni endotermiche molto efficienti, mentre gli incentivi specifici per il GPL non si sono mai consolidati.
In passato, alcune deroghe urbanistiche permettevano alle auto a GPL di circolare anche nei giorni di blocco del traffico. Oggi, però, molte amministrazioni locali stanno allineando le limitazioni delle auto a gas a quelle dei veicoli a benzina o diesel più vecchi. L’ordinanza del Comune di Torino, che vieta la circolazione h24 ai veicoli GPL più datati, è un chiaro esempio di questa tendenza.
Incentivi 2025–2026: elettrico e plug-in al centro
Gli Ecobonus recenti hanno concentrato le risorse sui veicoli a bassissime emissioni: elettrici e ibride plug-in. Il GPL, pur essendo incluso in alcune categorie di auto a basso impatto, non riceve supporto dedicato e rischia di restare marginale nelle politiche di incentivo. Di conseguenza, chi acquista oggi un’auto a GPL deve considerare che eventuali contributi economici saranno limitati, condizionati da requisiti stringenti su emissioni e rottamazione.
Non è quindi corretto pensare che il GPL continuerà a beneficiare automaticamente di agevolazioni fiscali, perché gli obiettivi climatici europei privilegiano tecnologie in grado di ridurre drasticamente le emissioni, come elettrico e idrogeno.
Nuove regole UE sulle emissioni: il GPL in secondo piano
La Commissione Europea riconosce il GPL come carburante a basse emissioni rispetto a benzina e diesel, ma non come soluzione centrale per la decarbonizzazione al 2030. Le case automobilistiche sono così incentivate a sviluppare piattaforme elettriche, ibride plug-in o a carburanti sintetici, riducendo progressivamente la gamma di modelli GPL.
Il Parlamento europeo sottolinea che, sebbene il GPL emetta meno CO2, non è sufficiente per centrare gli ambiziosi obiettivi climatici. Questo scenario suggerisce una probabile riduzione dell’offerta di auto a gas di serie, relegando il GPL a un ruolo di nicchia o di transizione.
Valore residuo e rivendibilità: cosa cambia
Chi possiede un’auto a GPL deve guardare oltre il pieno economico. Il futuro valore residuo dipenderà dalle limitazioni alla circolazione: veicoli GPL più datati rischiano di perdere rapidamente appeal, soprattutto nelle città che adottano divieti strutturali h24.
Al contrario, modelli moderni con omologazioni più avanzate potrebbero mantenere una buona rivendibilità. La riduzione dell’offerta di nuove auto GPL potrebbe sostenere il mercato dell’usato recente, ma la percezione di una tecnologia “a termine” potrebbe spingere molti verso elettrico o ibrido, comprimendo la domanda di GPL.
Chi oggi possiede un’auto a gas dovrebbe monitorare le delibere comunali, verificare la classe emissiva e valutare eventuali sostituzioni anticipate. Chi sta per acquistare un nuovo modello GPL deve confrontare attentamente incentivi, restrizioni urbane e prospettive di valore residuo rispetto ad altre motorizzazioni.
Guardando al futuro
Il GPL resta un’opzione vantaggiosa nel breve termine per chi percorre molti chilometri e cerca un carburante economico. Tuttavia, tra nuove regole UE sulle emissioni, incentivi limitati e restrizioni alla circolazione, la sua presenza sul mercato entro il 2030 è destinata a ridursi. La transizione verso elettrico e ibrido è ormai chiara: il GPL diventerà sempre più un carburante di passaggio, utile oggi ma con un futuro sempre più incerto.