Il Nord Europa punta sull’energia pulita: la Commissione europea sostiene la cooperazione nel Mare del Nord
I leader e i ministri dell’energia dei Paesi del Mare del Nord hanno ribadito il loro impegno a sviluppare energia offshore pulita, sicura e indipendente durante il North Sea Summit ad Amburgo del 29 gennaio 2026. L’obiettivo comune: accelerare la produzione di energia rinnovabile e idrogeno offshore, rafforzare la sicurezza energetica europea e aumentare la competitività dell’industria europea a livello globale.
L’iniziativa arriva in un momento di forte instabilità geopolitica, costi energetici elevati e cambiamenti climatici sempre più impattanti. Il summit ha portato alla firma di diverse dichiarazioni che stabiliscono azioni concrete e tempistiche per ridurre i rischi degli investimenti, collegare le reti elettriche transfrontaliere e proteggere le infrastrutture energetiche da attacchi fisici, informatici o ibridi. In questo modo, la regione potrà ridurre la dipendenza dai costosi combustibili fossili importati.
Dichiarazioni chiave del summit
Tra i documenti firmati figurano:
- Leaders’ Declaration: per costruire un hub energetico del Mare del Nord resiliente e competitivo.
- Joint Offshore Wind Investment Pact: un patto tra leader regionali, industria e operatori di rete per rafforzare sicurezza energetica, decarbonizzazione e investimenti in lavoro e competenze.
- Ministerial Declaration: per coordinare meglio la pianificazione e il finanziamento dei progetti eolici e di idrogeno offshore.
La Commissaria europea per l’Energia e l’Edilizia, Dan Jørgensen, ha dichiarato:
“In questi tempi turbolenti, l’Europa deve scegliere l’indipendenza. Ciò significa puntare su energia pulita, sicura e prodotta in casa, sfruttando al massimo le potenzialità del Mare del Nord. Rafforzando le interconnessioni, l’energia accessibile potrà fluire liberamente in tutto il continente, garantendo leadership industriale e sicurezza.”
Collaborazione e integrazione regionale
I Paesi del Mare del Nord hanno concordato di coordinarsi su pianificazione, condivisione dei costi e finanziamento dei progetti offshore, oltre a creare posti di lavoro qualificati e rafforzare ricerca e sviluppo. Il lavoro sarà seguito dal North Seas Energy Cooperation (NSEC) High-level Group, con la Commissione europea come co-presidente.
L’impegno rafforza le misure della European Grids Package e del Piano d’Azione per l’Energia Accessibile, che puntano a ridurre i costi energetici e incentivare investimenti nelle tecnologie pulite. Inoltre, la Commissione europea e la Banca Europea per gli Investimenti (EIB) collaboreranno per mobilitare finanziamenti tramite InvestEU e altri strumenti europei.
Progetti e ambizioni
L’obiettivo a lungo termine è trasformare il Mare del Nord nel più grande hub di energia pulita del mondo, con 300 GW di capacità offshore entro il 2050. Entro il 2030, i primi 20 GW di progetti cooperativi saranno realizzati grazie a collegamenti ibridi tra paesi, integrando eolico offshore, reti elettriche e idrogeno.
Le aree prioritarie di azione includono:
- Pianificazione e coordinamento transfrontaliero: ottimizzare l’uso dello spazio marittimo e ridurre i costi di sistema.
- Finanziamento condiviso dei progetti: garantire investimenti privati e pubblici attraverso strumenti come contratti a due vie, investimenti EIB e meccanismi di condivisione dei costi.
- Sicurezza e resilienza delle infrastrutture: protezione da attacchi fisici, digitali o incidenti, con sistemi innovativi di monitoraggio marittimo.
- Idrogeno offshore: sviluppare sistemi di produzione, trasporto e stoccaggio coordinati per integrare l’elettricità offshore con l’industria dell’idrogeno.
- Catena di approvvigionamento e lavoro qualificato: aumentare la capacità produttiva europea, attrarre nuovi talenti e formare la forza lavoro per la transizione energetica.
Cooperazione bilaterale e multilaterale
Particolare attenzione è stata dedicata alla collaborazione tra Germania e Regno Unito e tra Germania e Danimarca, per lo sviluppo di Offshore Hybrid Assets, collegamenti ibridi e infrastrutture per l’idrogeno, con condivisione trasparente di costi e benefici e coordinamento tecnico-economico dei progetti.
Questi accordi rappresentano un passo decisivo verso un’Europa più indipendente, resiliente e leader mondiale nella produzione di energia pulita offshore, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e contribuendo alla neutralità climatica entro il 2050.