UE: nuovi limiti e monitoraggio obbligatorio dei PFAS nell’acqua potabile
Da lunedì 12 gennaio 2026, l’Unione Europea innalza il livello di protezione dell’acqua che beviamo. Gli Stati membri sono ora obbligati a monitorare in modo armonizzato le sostanze per- e polifluoroalchiliche, note come PFAS o “forever chemicals”, e a intervenire immediatamente se i livelli superano i limiti di sicurezza.
I PFAS sono un ampio gruppo di sostanze chimiche artificiali, ampiamente utilizzate per le loro proprietà idrorepellenti e resistenti alle macchie. Li ritroviamo in pentole antiaderenti, imballaggi alimentari, abbigliamento tecnico, schiume antincendio, pneumatici e numerosi prodotti industriali e di consumo. La loro caratteristica più preoccupante è l’elevata persistenza nell’ambiente: una volta rilasciati, si degradano molto lentamente, accumulandosi nelle acque, negli alimenti e, potenzialmente, negli esseri umani.
Per la prima volta, l’UE introduce un monitoraggio sistematico dei PFAS nell’acqua potabile. I nuovi limiti stabiliscono:
- 500 nanogrammi/litro per il parametro “PFAS totale”;
- 100 nanogrammi/litro per la “Somma di PFAS” di una lista di 20 composti specifici.
Gli Stati membri devono raccogliere e trasmettere alla Commissione europea i dati del monitoraggio, segnalando eventuali superamenti, incidenti o deroghe. Se i valori limite vengono superati, sono previste azioni immediate per tutelare la salute pubblica, che possono includere la chiusura dei pozzi contaminati, l’installazione di trattamenti aggiuntivi o la limitazione dell’uso dell’acqua fino alla bonifica.
Jessika Roswall, Commissaria per l’Ambiente, la resilienza idrica e l’economia circolare, ha dichiarato:
“L’inquinamento da PFAS rappresenta una crescente preoccupazione per l’acqua potabile in tutta Europa. Con i limiti armonizzati e il monitoraggio obbligatorio ora in vigore, gli Stati membri hanno gli strumenti necessari per individuare e affrontare rapidamente queste sostanze, proteggendo la salute pubblica.”
Questa misura è parte integrante della strategia europea sulla resilienza idrica, che mira a garantire il diritto all’acqua potabile sicura e a intervenire con urgenza contro gli inquinanti più pericolosi. Dopo l’adozione della direttiva sull’acqua potabile nel 2020 e la sua trasposizione nei singoli Stati membri entro il 2023, le linee guida tecniche della Commissione europea del 2024 hanno reso possibile un monitoraggio coerente in tutta l’Unione.
L’attenzione sui PFAS è destinata a crescere: la loro diffusione e persistenza rendono fondamentale la prevenzione, il controllo e la riduzione dell’esposizione, per proteggere la salute dei cittadini e preservare le risorse idriche europee.