Le nuove Dietary Guidelines for Americans 2025-2030, pubblicate all’inizio del 2026 dal Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) insieme al Dipartimento dell’Agricoltura (USDA), segnano un cambiamento significativo nel modo in cui gli Stati Uniti raccontano l’alimentazione sana. Il messaggio centrale è semplice e diretto: “Mangiate cibo vero”.

Rispetto alle linee guida del 2020, lunghe quasi 150 pagine, il nuovo documento è volutamente più breve e accessibile, affiancato però da un’ampia base di studi scientifici. L’obiettivo dichiarato è contrastare obesità e malattie croniche riducendo il consumo di zuccheri aggiunti e alimenti ultraprocessati, e valorizzando invece proteine e grassi considerati “di qualità”.


Più proteine, in base al peso corporeo

Una delle novità più rilevanti riguarda l’apporto proteico. Le nuove linee guida raccomandano da 1,2 a 1,6 grammi di proteine per chilo di peso corporeo al giorno. Per una persona di circa 68 kg (150 libbre), significa tra 80 e 110 grammi di proteine quotidiane, una quantità superiore a quella suggerita in passato.

Questa indicazione riflette l’idea che un adeguato apporto proteico sia fondamentale per mantenere la massa muscolare, il metabolismo e la salute generale, soprattutto con l’avanzare dell’età.


Grassi “buoni” e il controverso cenno al sego di manzo

Le linee guida invitano a privilegiare grassi che contengono acidi grassi essenziali, come l’olio d’oliva. Tuttavia, tra le alternative vengono citati anche burro e sego di manzo (beef tallow), un riferimento che ha sollevato perplessità tra alcuni esperti, preoccupati che possa incoraggiare un aumento del consumo di grassi saturi, associati a un maggior rischio cardiovascolare.

Le stesse linee guida mantengono il limite già noto: i grassi saturi non dovrebbero superare il 10% delle calorie giornaliere e sottolineano che sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire l’impatto dei diversi tipi di grassi sulla salute a lungo termine.


Latticini interi, ma senza zuccheri

Dopo decenni di raccomandazioni a favore delle versioni scremate o parzialmente scremate, le nuove linee guida favoriscono i latticini interi, purché senza zuccheri aggiunti, con tre porzioni al giorno in una dieta da 2.000 calorie.

Alcuni studi indicano che il consumo di latticini è associato a un minor rischio cardiovascolare, ma le versioni intere sono più caloriche e, se consumate in eccesso, possono contribuire all’aumento di peso.


Meno ultraprocessati, più alimenti “riconoscibili”

Il bersaglio principale del documento sono gli alimenti ultraprocessati: snack confezionati, dolci industriali, bevande zuccherate e prodotti pronti ricchi di sale e zuccheri. Le linee guida invitano a evitarli il più possibile e a privilegiare cibi nutrienti e pasti preparati in casa.

Il criterio pratico suggerito è la semplicità: mangiare cibi che assomigliano il più possibile a come erano “in natura”, che fossero piante, animali o pesci.


Frutta, verdura e cereali integrali restano centrali

Nonostante l’attenzione su proteine e grassi, le basi della dieta sana non cambiano:

  • 3 porzioni di verdura e 2 di frutta al giorno
  • 2-4 porzioni di cereali integrali ricchi di fibre
  • forte riduzione dei carboidrati raffinati come pane bianco, tortillas di farina e cracker

Sono considerate valide anche frutta e verdura surgelate, essiccate o in scatola, purché senza zuccheri aggiunti o con quantità minime.


Zuccheri e alcol: meno è meglio

Le nuove linee guida sono molto chiare sugli zuccheri: da evitare del tutto nei primi anni di vita, almeno fino ai 10 anni. Anche per gli adulti, la raccomandazione è di ridurre drasticamente il consumo, in particolare attraverso bevande zuccherate come bibite, energy drink e succhi industriali.

Sull’alcol, il messaggio resta moderato: meno alcol significa migliore salute, senza però fissare limiti numerici rigidi. La raccomandazione è di consumarlo in piccole quantità e in contesti sociali sicuri.


Impatto su scuole e programmi pubblici

Le linee guida influenzano direttamente i pasti scolastici, il programma WIC per donne e bambini e il sistema SNAP (i buoni alimentari). Tuttavia, ridurre ulteriormente gli alimenti ultraprocessati richiederà più fondi, personale e infrastrutture, perché molte scuole non sono attrezzate per cucinare tutto da zero.


Un dibattito ancora aperto

Le nuove linee guida hanno ricevuto sia apprezzamenti sia critiche. Negli Usa, alcune associazioni mediche hanno lodato l’attenzione contro zuccheri e cibi ultraprocessati, mentre altre hanno espresso timori per l’enfasi su carne rossa, latticini interi e condimenti ricchi di grassi saturi.

Il rischio è che il messaggio venga semplificato troppo e usato per giustificare diete sbilanciate. Al contrario, alcuni vedono in queste raccomandazioni un tentativo di riportare l’attenzione su qualità degli alimenti, cucina domestica e prevenzione delle malattie croniche.

Come spesso accade in nutrizione, una cosa sembra certa: le linee guida cambiano con l’evolversi delle prove scientifiche. Nel frattempo, il consenso di fondo resta stabile: mangiare meno zuccheri e cibi industriali, più alimenti freschi e riconoscibili, e mantenere equilibrio e varietà nel piatto.