Bonus agricoltura: tutti i contributi richiedibili nel 2026

Il 2026 si preannuncia come un anno decisivo per il comparto agricolo, grazie a numerosi bonus e strumenti di sostegno pensati per favorire investimenti, innovazione e stabilità del reddito. Le aziende agricole potranno contare su incentivi europei, nazionali, regionali e sui bandi ISMEA. Un’attenzione particolare continua a essere rivolta ai giovani agricoltori e al ricambio generazionale.

Il settore agricolo presenta caratteristiche uniche rispetto ad altri ambiti produttivi: i risultati economici dipendono spesso da variabili esterne come il clima o le difficoltà di commercializzazione dovute alla deperibilità dei prodotti. Proprio per questo motivo, il legislatore prevede misure specifiche volte a garantire continuità e sicurezza reddituale a chi opera in agricoltura.

Vediamo nel dettaglio quali sono i principali bonus agricoltura disponibili nel 2026.


Bonus agricoltura PAC: le novità più rilevanti per il 2026

Anche nel 2026 un ruolo centrale è svolto dagli aiuti della PAC – Politica Agricola Comune – previsti dal piano 2023-2027. I contributi sono riconosciuti agli agricoltori che rispettano gli impegni e i requisiti stabiliti dalla normativa europea.

I pagamenti variano in base alla tipologia di coltura o di allevamento: sono previsti, ad esempio, contributi per ettaro destinati agli oliveti storici, incentivi per specifiche produzioni vegetali (girasole, soia, barbabietola, pomodoro) e per i diversi comparti zootecnici. Il sistema resta basato su titoli di base ed ecoschemi, con la possibilità di accedere anche ai pagamenti accoppiati.

Controlli PAC più stringenti

Nel 2026 si rafforza il sistema di verifica dei requisiti PAC. L’Unione Europea ha introdotto controlli automatizzati fondati sull’analisi delle immagini satellitari Sentinel. Attraverso algoritmi avanzati, vengono monitorate le lavorazioni del terreno, le colture presenti, le operazioni di raccolta, l’eventuale bruciatura delle stoppie o l’inerbimento.

In caso di anomalie, l’ente pagatore può avviare accertamenti più approfonditi e sospendere l’erogazione dei contributi. Per ridurre il rischio di contestazioni, è consigliabile documentare fotograficamente le diverse fasi colturali.

Novità PAC per il settore zootecnico

Per gli allevatori, il 2026 introduce cambiamenti significativi. Nell’ambito dell’Ecoschema 1, il periodo di riferimento per la riduzione dell’uso di antibiotici non coincide più con l’anno solare, ma va da ottobre 2025 al 30 settembre 2026. Questa scelta consente di allineare i tempi di controllo e pagamento degli anticipi PAC tra coltivazioni e allevamenti.

Per il livello 2 dell’Ecoschema 1 entra inoltre a regime il Sistema di Qualità Nazionale per il Benessere Animale (SQNBA), una certificazione che attesta il rispetto di standard più elevati per la tutela dei capi allevati.

Incentivi per gli impollinatori

Un’ulteriore misura PAC riguarda le colture a favore degli impollinatori, cioè quelle di interesse apistico. Nel 2023, il numero limitato di domande aveva determinato un premio molto elevato, superiore a 659 euro per ettaro. Nel 2024, l’aumento delle adesioni ha ridotto l’importo unitario.

Nel 2025 è stato introdotto l’obbligo di utilizzare sementi certificate, con una conseguente diminuzione delle richieste e un nuovo incremento dei premi. Alla luce di queste oscillazioni, risulta difficile prevedere l’andamento degli importi nel 2026.

Va ricordato che il prossimo anno sarà cruciale anche in vista della definizione della PAC 2028-2032.


Nuova Sabatini, Legge di Bilancio 2026 e sostegni ai giovani agricoltori

Oltre agli aiuti europei, il settore agricolo beneficia di numerose agevolazioni previste dalla normativa nazionale. La Legge di Bilancio 2026 conferma i regimi fiscali agevolati già in vigore per la determinazione del reddito agricolo.

Resta attiva la Nuova Sabatini, che consente di ottenere contributi per l’acquisto di beni strumentali destinati all’attività agricola. Parallelamente, continuano ad avere un ruolo centrale le misure regionali, spesso tra le più vantaggiose dal punto di vista economico.

Tutte le Regioni prevedono premi per il primo insediamento dei giovani agricoltori, generalmente compresi tra 30.000 e 50.000 euro. I beneficiari sono giovani tra i 18 e i 41 anni e, nella maggior parte dei casi, il contributo è erogato in forma forfettaria, senza obbligo di rendicontazione delle spese.


Bandi ISMEA per l’agricoltura

Per non perdere opportunità importanti, è fondamentale monitorare anche gli interventi dell’ISMEA – Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare. Tra le misure più rilevanti rientra la Banca delle terre agricole, affiancata da programmi di sostegno all’imprenditoria giovanile.

Particolare rilievo assume “Generazione Terra”, che finanzia fino al 100% del costo di acquisto dei terreni agricoli per giovani under 41, sia per l’ampliamento di aziende esistenti sia per l’avvio di nuove attività come capo azienda.

L’ultimo bando si è chiuso a novembre 2024 e non è stato riproposto nel 2025. Questo lascia ipotizzare una possibile riapertura già nei primi mesi del 2026.


Legge di Bilancio 2026: tutte le novità per l’agricoltura

La Legge di Bilancio 2026 introduce una serie di interventi che puntano non solo a sostenere il reddito agricolo, ma anche a favorire una trasformazione strutturale del settore, accelerando la transizione ecologica e tecnologica.

Proroga della ZES agricola

Tra le misure più significative figura la proroga al 2026 della ZES agricola. Le imprese situate nella Zona Economica Speciale del Mezzogiorno possono beneficiare di crediti d’imposta potenziati sugli investimenti.

Le nuove percentuali di agevolazione arrivano a circa il 58,78% per micro e PMI e al 58,61% per le grandi imprese. I beneficiari restano le aziende attive nella produzione primaria agricola, nella pesca e nell’acquacoltura operanti in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Gli investimenti agevolabili comprendono macchinari e attrezzature nuove, terreni e immobili strumentali, nonché strumenti per l’innovazione tecnologica e l’espansione aziendale.

Stabilizzazione del lavoro occasionale in agricoltura

Dal 2026 il lavoro occasionale agricolo (LOAgri) diventa una misura strutturale e non più sperimentale. Potranno essere impiegati con questa formula disoccupati, pensionati, giovani under 25 e detenuti o internati, con un limite massimo di 45 giornate lavorative annue per ciascun prestatore.

Maggiore flessibilità nei contratti di rete

La manovra rende più flessibile anche il contratto di rete agricolo, consentendo alle imprese aderenti di trasferire la propria quota di produzione a un’altra azienda della rete. Questo chiarimento normativo elimina dubbi interpretativi e favorisce una gestione più efficiente delle fasi di trasformazione e commercializzazione, senza che si configuri una vendita esterna.

Ricerca, innovazione e risorse al CREA

La Legge di Bilancio 2026 stanzia 1 milione di euro a favore del CREA – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – per sostenere attività di ricerca e innovazione genetica. Vengono inoltre incrementati i fondi destinati ai distretti del cibo, con 1,4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

Accise, quote latte e altre misure fiscali

Tra gli interventi settoriali si segnala la riduzione dell’accisa sulla birra per il biennio 2026-2027, con un taglio di 2,98 euro per ettolitro e per grado-plato. Sul fronte delle quote latte, viene semplificata la procedura di conciliazione dei debiti, consentendo la rateizzazione fino a 10 anni.

Infine, viene eliminato il divieto di compensazione tra debiti contributivi e crediti d’imposta 4.0 e 5.0 già maturati. A ciò si aggiunge un credito d’imposta del 40% per investimenti in beni strumentali materiali e immateriali fino a 1 milione di euro, con un tetto di spesa complessivo di 2,1 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028.